Mi ricordo che quand’ero piccolo e stavo male il sogno/incubo che facevo era sempre lo stesso. Ero inseguito da una gigantesca palla di pongo che rotolando inghiottiva qualsiasi cosa si trovasse sulla sua strada.. Era terribile. Adesso, a 19 anni, mi trovo a fare i conti di nuovo con il pongo, o meglio con il das. Fa schifo. E’ puzzolente, appiccicoso, grigio.. in una parola vomitevole. Purtroppo però devo assolutamente riuscire a manipolarlo in modo da farne uscire il modello del progetto per Lab II… Vengono fuori delle merde assurde che con il mio progetto non c’entrano nulla e che suscitano la mia disperazione, ma ci riuscirò! Dovesse essere l’ultima cosa che faccio, non esageriamo.. A dire la verità non mi ci sono neanche applicato più di tanto… ma mi ci applicherò! Dovesse essere l’ult..aehm.. la penultima cosa che faccio. Basta cazzate.
Nonostante in questi 2 mesi (quasi) di assenza siano successe tante cose, non le racconterò. In fondo, pur facendo parte di quella generazione che ha “inventato” i blog, continuo a credere che mettere i propri cazzi al pubblico ludibrio non sia giusto. Ogni tanto l’ho fatto, lo faccio e probabilmente lo farò, ma ora no, ora proprio non mi va.
Metto un video, dai.


Alzatemi il volume del microfono, ho qualcosa da dire
I pavidi e i deboli si fanno da parte quando arriviamo noi
Lo senti nel petto? Le sillabe iniziano a sgorgare
La gente sulla strada si lascia prendere dal panico, e inizia a correre
Le parole appuntate su fogli sparsi diventano frasi complete
Salto dentro la mia mente, e cerco la rima
Prometto di ridare la vista a chi non vede, di lasciar trapelare il sole
Sono stanco dell’oscurità nella quale marciamo al ritmo dei tamburi
Stanco del nostro modo di saltare quando ci vogliono veder saltare
Fanculo, voglio vedere i pugni alzati al cielo
Voglio vedervi rischiare, riprendervi quello che è vostro
Voglio sentirvi dire qualcosa che potrebbe costarvi caro
Sono stanco di essere trattato come sono stato trattato fino a oggi
Stanco di passare per stupido perché credo a quello che dico
Perché non credo che questa sia davvero una guerra diversa
Una guerra che non serve ai ricchi, che non abbandona i poveri
Come se quelli, chiusi nelle cabine dei loro jet privati,
ti capissero davvero quando non hai i soldi per la benzina dell’auto.
Quegli stronzi ridono mentre vanno in banca a incassare l’assegno
e ti chiedono di capire, di rispettare un leader sull’orlo della crisi di nervi
Che balbetta e borbotta, in replica, al telegiornale della sera
Mentre il resto del mondo guarda, alla fine della giornata
E ride, in salotto, e chiede: «Che cavolo ha detto?».
Anche io guardo, nel mio salotto, ma non rido
Perché so che cosa può succedere quando la situazione si fa tesa,
Il nostro è un mondo freddo, e gli uomini coraggiosi
reagiscono per non finire a brandelli.
Aveva dieci anni, dovresti vederlo
Un altro ragazzino della mia età, drogato e spinto sotto una jeep
preso prigioniero, legato, e poi trovato ai piedi di un albero
Chissà se ha mai pensato “Il prossimo potrei essere io”.
Li vedi i soldati? Sono per strada, oggi
e scuotono la polvere dai giubbetti antiproiettili.
E’ assurdo: in momenti come questi, di solito, preghiamo
ma solo ieri una bomba ha distrutto la moschea.
Bombe sugli autobus, sulle moto, per le strade
dentro il mercato, dentro i negozi, dentro gli abiti.
Mio padre ha tanta paura, lo so,
ma è troppo orgoglioso per mostrarlo.
Mio fratello aveva un libro che era orgoglioso di portarsi dietro,
un libro piccolo con la copertina rossa e il dorso distrutto,
e sul retro aveva scritto una frase copiata dall’interno:
“Quando i ricchi si fanno guerra, sono i poveri a morire”.
E intanto il leader continua a parlare
a balbettare e borbottare, in replica, al telegiornale della sera,
mentre il resto del mondo guarda, alla fine della giornata,
impaurito e arrabbiato, e chiede: “Che cavolo ha detto?”.
Con le mani in alto in un cielo blu
Mentre l’oceano si apre, e ti inghiotte.
C’è un tempo orribile fuori e non so perchè mi sono svegliato presto stamattina. In teoria dovrei essere a lezione, ma non avevo proprio voglia.. Andrò questo pomeriggio, forse. Per il resto tutto bene, più o meno.. Più che altro è sempre la solita vta. Nel frattempo fuori non accenna a smettere.. Basta, non sono più sicuro di volere scrivere ’sto post.. Pubblico e amen.
Di questi tempi cazzeggio. So bene che la cosa non è una novità, ma il cazzeggio di questi tempi è diverso dagli altri tipi di cazzeggio. Ad esempio è diverso da quello estivo. Quello estivo, infatti, è il più spensierato dei cazzeggi, dal momento che non si hanno realmente commissioni, cose da fare ecc. insomma è un cazzeggio spensierato, ma soprattutto innocuo, non facendo del male a nessuno e non causando danni a chi lo pratica. Il cazzeggio attuale invece è terribile. E’ terribile perchè sai che avresti da fare mille cose, ma non le fai. Tutto comincia verso ottobre, quando iniziano le lezioni all’università e le varie materie che, sei convinto, quest’anno ti darai. Parti con la convinzione giusta, almeno credi. Segui assiduamente le lezioni con la voglia di chi potrebbe riuscire a laurearsi in 2 giorni. Poi comincia la fase in cui ogni tanto diserti e pensi: “che sarà mai, salto una lezione, poi recupero”.. Falso! Il cazzeggio ti prende, ti stritola nella sua terrificante morsa e ti scarica, verso metà gennaio, sfinito e distrutto sul letto della tua stanza, senza forze e ormai completamente assuefatto. E’ una droga, non puoi più farne a meno. Che manchino venti o due giorni all’esame, non importa: sei dipendente.
Io lo sono ormai da anni.
Non esistono centri di recupero per quelli come me, come noi.
Riapro per la.. terza volta (credo) questa sottospecie di blog che avevo chiuso giusto ieri per poterlo ristrutturare.. Non so cosa diventerà, come lo utilizzerò e cosa potrete trovarci d’ora in poi. Per ora accontentatevi di questa scialba introduzione. Benvenuti.


