Ecco cosa rimane.
Oggi, facendo ordine nel perenne casino della mia stanza, mi è capitato tra le mani questo pacchetto logoro, ricordo di Barcellona. E allora è apparso in me un accenno di malinconia. Mi sono improvvisamente mancati i venditori di cerveza della rambla, i buffoni, i caricaturisti, le puttane… e poi la ricerca di un posto dove dormire, la pension Dalì, i vecchi terribili della bettola di fronte, burger king, mc donalds, carrefour, i minimarket dei marocchini, la sangria don simon, i chupiti, l’estrella, il ponte, il sunset.. persino quel postaccio della fellini.. i localacci del porto olimpico dove si soffocava, gridare “mañana!” alle signore delle pulizie che bussavano alle 12 passate.. le burine.. le tedesche.. gli aggaddi sul da farsi la sera, la corsa per le scale della metro per non perdere il pullman per Valencia.. il non sapere dove cazzo andare una volta a Valencia, non capire un cazzo della mappa, cercare disperatamente dove dormire, non trovare un cazzo di posto, trovarlo, essere felici, essere felici il doppio per il burger king proprio di fronte.. tornare a Barcellona.. dormire l’ultima notte dentro il centro commerciale, sulle poltrone di starbucks, venire svegliato da un poliziotto, incidere “I TERIBILI” sulle assi di legno del pavimento del pontile.. mi manca tutto.