Archive for April, 2008

Cosa rimane?


Ecco cosa rimane.
Oggi, facendo ordine nel perenne casino della mia stanza, mi è capitato tra le mani questo pacchetto logoro, ricordo di Barcellona. E allora è apparso in me un accenno di malinconia. Mi sono improvvisamente mancati i venditori di cerveza della rambla, i buffoni, i caricaturisti, le puttane… e poi la ricerca di un posto dove dormire, la pension Dalì, i vecchi terribili della bettola di fronte, burger king, mc donalds, carrefour, i minimarket dei marocchini, la sangria don simon, i chupiti, l’estrella, il ponte, il sunset.. persino quel postaccio della fellini.. i localacci del porto olimpico dove si soffocava, gridare “mañana!” alle signore delle pulizie che bussavano alle 12 passate.. le burine.. le tedesche.. gli aggaddi sul da farsi la sera, la corsa per le scale della metro per non perdere il pullman per Valencia.. il non sapere dove cazzo andare una volta a Valencia, non capire un cazzo della mappa, cercare disperatamente dove dormire, non trovare un cazzo di posto, trovarlo, essere felici, essere felici il doppio per il burger king proprio di fronte.. tornare a Barcellona.. dormire l’ultima notte dentro il centro commerciale, sulle poltrone di starbucks, venire svegliato da un poliziotto, incidere “I TERIBILI” sulle assi di legno del pavimento del pontile.. mi manca tutto.

Mani in alto

Alzatemi il volume del microfono, ho qualcosa da dire
I pavidi e i deboli si fanno da parte quando arriviamo noi
Lo senti nel petto? Le sillabe iniziano a sgorgare
La gente sulla strada si lascia prendere dal panico, e inizia a correre
Le parole appuntate su fogli sparsi diventano frasi complete
Salto dentro la mia mente, e cerco la rima
Prometto di ridare la vista a chi non vede, di lasciar trapelare il sole
Sono stanco dell’oscurità nella quale marciamo al ritmo dei tamburi
Stanco del nostro modo di saltare quando ci vogliono veder saltare
Fanculo, voglio vedere i pugni alzati al cielo
Voglio vedervi rischiare, riprendervi quello che è vostro
Voglio sentirvi dire qualcosa che potrebbe costarvi caro
Sono stanco di essere trattato come sono stato trattato fino a oggi
Stanco di passare per stupido perché credo a quello che dico
Perché non credo che questa sia davvero una guerra diversa
Una guerra che non serve ai ricchi, che non abbandona i poveri
Come se quelli, chiusi nelle cabine dei loro jet privati,
ti capissero davvero quando non hai i soldi per la benzina dell’auto.
Quegli stronzi ridono mentre vanno in banca a incassare l’assegno
e ti chiedono di capire, di rispettare un leader sull’orlo della crisi di nervi
Che balbetta e borbotta, in replica, al telegiornale della sera
Mentre il resto del mondo guarda, alla fine della giornata
E ride, in salotto, e chiede: «Che cavolo ha detto?».

Anche io guardo, nel mio salotto, ma non rido
Perché so che cosa può succedere quando la situazione si fa tesa,
Il nostro è un mondo freddo, e gli uomini coraggiosi
reagiscono per non finire a brandelli.
Aveva dieci anni, dovresti vederlo
Un altro ragazzino della mia età, drogato e spinto sotto una jeep
preso prigioniero, legato, e poi trovato ai piedi di un albero
Chissà se ha mai pensato “Il prossimo potrei essere io”.
Li vedi i soldati? Sono per strada, oggi
e scuotono la polvere dai giubbetti antiproiettili.
E’ assurdo: in momenti come questi, di solito, preghiamo
ma solo ieri una bomba ha distrutto la moschea.
Bombe sugli autobus, sulle moto, per le strade
dentro il mercato, dentro i negozi, dentro gli abiti.
Mio padre ha tanta paura, lo so,
ma è troppo orgoglioso per mostrarlo.
Mio fratello aveva un libro che era orgoglioso di portarsi dietro,
un libro piccolo con la copertina rossa e il dorso distrutto,
e sul retro aveva scritto una frase copiata dall’interno:
“Quando i ricchi si fanno guerra, sono i poveri a morire”.
E intanto il leader continua a parlare
a balbettare e borbottare, in replica, al telegiornale della sera,
mentre il resto del mondo guarda, alla fine della giornata,
impaurito e arrabbiato, e chiede: “Che cavolo ha detto?”.

Con le mani in alto in un cielo blu
Mentre l’oceano si apre, e ti inghiotte.